Lingua · Società · Storie

I contrabbandieri di libri in lituano

I contrabbandieri che salvarono una lingua

Al giorno d’oggi, i lituani sono circondati da Paesi molto più grandi del loro.
I lituani sono infatti 5 milioni. I polacchi quasi 8 volte di più (38 milioni). Le persone che parlano russo più di 30 volte di più (154 milioni).
La Lituania è il tipico di vaso di coccio tra vasi di ferro.

La sua posizione non gioca a suo vantaggio.
Anche per questo motivo, tutelare e tramandare la lingua lituana è una sfida particolarmente sentita a Vilnius.

C’è stato un periodo in cui la lingua lituana ha rischiato di scomparire del tutto.
Non è durato a lungo, circa 40 anni, cioè due generazioni, ma il potere dominante ce la mise tutta per cancellarla del tutto, e con essa la storia, le tradizioni, l’identità nazionale di quel popolo.
Senza successo.
Perché a salvare l’orgoglio lituano furono i contrabbandieri.
Un tipo molto particolare di contrabbandieri.

Lo zar Alessandro II e i contrabbandieri lituani

Siamo nel 1864.
La Lituania è occupata dalla Russia.
Si colloca all’estremo occidentale dell’Impero e confina con la Prussia.
Un anno prima (1863) vi sono stati dei moti insurrezionali in Lituania e Polonia.
Duramente repressi dalle truppe dello zar.

Mosca decide di risolvere una volta per tutte le spinte indipendentiste da tempo presenti in quelle terre. Decide un ulteriore giro di vite, tramite una feroce politica di russificazione, fondata su tre pilastri:

  • Permettere soltanto il russo quale lingua all’interno delle istituzioni, delle scuole e delle università
  • Mettere al bando una serie di pubblicazioni lituane di carattere nazionale
  • Vietare la stampa e la circolazione di ogni pubblicazione in lingua lituana con caratteri latini

E’ sufficiente essere trovati in possesso di una pubblicazione in lituano per essere considerati dei cospiratori.
Le pene sono molto dure – multe, sanzioni, prigionia, persino l’esilio in Siberia e la fucilazione sul posto.

Come può un popolo sopravvivere senza l’ausilio di libri, riviste, giornali nella propria lingua – vale a dire senza la scrittura e soprattutto la lettura?

Se lo chiedono anche centinaia di intellettuali, mercanti, studiosi, maestri, amanti della lettura, scrittori, patrioti e semplici cittadini.
Che, decidono di organizzare, dal basso, una rete clandestina di importazione e distribuzione di materiale stampato in lingua lituana con caratteri latini – con particolare riguardo per quello rivolto ai bambini.

Il materiale viene stampato per lo più in Prussia e importato illegalmente in Lituania, in piccoli lotti, grazie ad una serie di contrabbandieri, che varcano i confini cercando di non farsi vedere dalle guardie – quindi soprattutto di notte, d’inverno, durante le bufere di neve, su sentieri non battuti, attraverso i boschi.
Talvolta a piedi, talvolta travestiti da mendicanti, portano addosso o in piccoli carri, ben nascoste, pagine considerate pericolose e criminali.
Una volta introdotto in Lituania, questo materiale viene poi fatto circolare capillarmente, soprattutto nelle zone rurali e nei villaggi, grazie ad una moltitudine di piccoli gruppi, scuole e alfabetizzatori, lontani dagli occhi delle autorità.

Col tempo, nascono una trentina di società per sostenere questa opera, anche attraverso il consolidamento di un certo numero di stazioni segrete intermedie e di servizio.
Con dirigenti, finanziatori e imprenditori, soci fondatori, abbonati, collaboratori, agenti sotto copertura.

Sempre col rischio di cadere nelle mani delle forze dell’ordine e della giustizia zariste.

E’ grazie alla costanza e alla resistenza di questi cittadini che, in quegli anni cruciali, è stata salvata la lingua lituana.

Il fallimento della politica repressiva del governo centrale diventa infine ovvio anche agli occhi di Mosca, che il 7 maggio 1904 decide di revocare il divieto e di cambiare politica.

Qualche numero

E’ impossibile, oggi, calcolare quante pubblicazioni hanno salvato la lingua e la nazione lituane, tra il 1864 e il 1904.
Sono però disponibili alcune statistiche storiche e stime:

  • Tra il 1891 e il 1901 i doganieri zaristi sequestrarono 173.259 libri in lituano
  • Nell’ultimo periodo del divieto, dai 30 ai 40mila libri vennero contrabbandati ogni anno. Si valuta che circa un terzo cadde nelle mani delle autorità zariste
  • Nella Prussia orientale, tra il 1864 e il 1896, vennero stampate più di 3,5 di copie di pubblicazioni in lingua lituana, tra cui cui: circa 500mila libri scolastici, 300mila volumi scientifici, 75mila periodici
  • Nel corso del bando, soltanto 55 libri vennero stampati in Lituania, tutti in cirillico

16 marzo

La storia dei contrabbandieri di libri (knygnešiaĩ in lituano) è una storia tutta lituana.
Non vi sono, al mondo, altre esperienze di questo tipo e di questa portata.

Il loro coraggio e la loro lungimiranza vengono oggi ricordati e celebrati ogni anno il 16 marzo, in onore di Jurgis Bielinis che fu uno dei principali organizzatori di questa rivoluzione civile e che nacque appunto il 16 marzo 1846.

Con la ritrovata indipendenza, la Lituania ha dedicato loro strade e statue, ha promosso ricerche e studi, ha cercato di ricostruirne le vicende e le personalità.

Eroi romantici, ma non solo

Quella dei contrabbandieri è certamente una figura di anti-eroe particolarmente suggestiva.
Elevato è il suo potere evocativo, per noi oggi.

E tuttavia opportuno interpretare la loro vicenda anche all’interno del contesto geopolitico di allora, connotato, ad esempio:

  • Dall’attivismo autonomista della diaspora lituana nel mondo (un certo numero di libri contrabbandati fu stampato persino negli USA)
  • Dall’interesse della Prussia a indebolire la vicina e concorrente Russia (agevolando, ad esempio, la stampa lituana sul proprio territorio e i relativi traffici)
  • Dalla competizione tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa (il vescovo cattolico Valančius della regione Žemaitija fu uno dei primi a finanziare la stampa di pubblicazioni lituane in Prussia)
  • Dalla bruciante sconfitta subita dalla Russia contro il Giappone, e dal successivo tentativo di Mosca di rinforzare l’Impero riconciliandosi con le proprie minoranze nazionali (che, secondo alcuni storici, fu il vero motivo alla base della cancellazione della politica precedente contro la lingua lituana)

E’ infine importante ricordare che la ‘pulizia culturale’ contro la lingua lituana non fu esclusivo appannaggio dell’Impero Russo.
Seppur in forme diverse, infatti, anche l’URSS la perseguì attivamente, dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Al punto da vietare la narrazione della storia dei contrabbandieri di libri lituani.


Nell’immagine, in alto:
Foto storica di un contrabbandiere di libri in lingua lituana

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