Società · Storie

Anime baltiche

C’è un libro a cui sono particolarmente affezionato.
Me l’ha regalato un caro amico e collega alla fine del mio anno a Vilnius.

E’ “Anime baltiche”, un libro scritto qualche anno fa dal nederlandese Jan Brokken.
Tradotto e pubblicato in Italia da Iperborea.

Una fotografia collettiva, una biografia corale, un racconto di 12 vite.
12 vicende normali e incredibili, note e messe sotto silenzio, intime e universali, del passato e del presente, accomunate dall’avere tutte le proprie radici nel Baltico – “l’angolo meno definito d’Europa“, eppure così scoprire, con le sue ricchezze controverse e inaspettate.

Questi i personaggi del libro:

  • Markus Rothkowitz (aka Mark Rothko) – pittore statunitense maestro dell’espressionismo astratto, molte sue tele sono attraversate da una frattura; ebreo, nato in Lettonia, emigrato negli Stati Uniti per il timore del padre che lui e il fratello potessero essere arruolati nell’esercito zarista; per tutta la sua vita si considerò russo
  • Hannah Arendt – intellettuale, politologa, filosofa e storica tedesca naturalizzata statunitense; cresciuta nella città di Kant: Königsberg in Prussia orientale (dal 1946 annessa alla Russia col nuovo nome di Kaliningrad, ora exclave russa)
  • Loreta Asanavičiūtė – giovane operaia, partecipò alla Rivoluzione cantata del 1989 contro l’URSS (che coinvolse oltre due milioni di persone unite in una catena umana tra Tallin, Riga e Vilnius); martire dei carri armati sovietici inviati a Vilnius per reprimere la neo-costituita Repubblica di Lituania
  • Carl Robert Jakobson – scrittore estone; una delle persone più importanti del risveglio nazionale estone nella seconda metà del XIX secolo
  • Eduard von Keyserling – scrittore tedesco dell’epoca dell’impressionismo; nato in Lettonia, appartenente alla nobiltà tedesca nel Baltico in qualità di conte (al pari della baronessa Alexandra Wolff-Stomersee, prima psicanalista donna in Italia nonché moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; durante un soggiorno nel castello di famiglia della moglie, in Curlandia, ascoltando affascinato le decadenti vicende della sua stirpe, Tomasi abbozzò Il Gattopardo)
  • Anna-Liselotte von Wrangel – madre di un’amica dell’autore; famosa in Olanda come giornalista di moda; per molti anni ha vissuto stendendo un velo sul proprio passato in Estonia, che la sua famiglia dovette lasciare nel 1939 a seguito della rimpatriata di massa imposta da Hitler
  • Arvo Pärt – compositore estone di primo piano, maestro di dodecafonia; minimalista, più ispirato da Palestrina che dalla musica moderna; incarna il detto: “Se senti un’aria triste che ti sembra decisamente troppo lenta, puoi star certo che è un’aria estone”; nel 1968 il suo Credo rappresentò la speranza della libertà per gli estoni e per questo le autorità comuniste ne proibirono l’esecuzione per un decennio; ha una spiritualità molto intensa: benché intrinsecamente e assolutamente estone, ha deciso di abbandonare il protestantesimo della sua famiglia e si è convertito all’ortodossia – la fede dei russi
  • Chaim Jacob Lipchitz – scultore cubista lituano, scandalosa la sua famosa scultura Il grido; amico di Modigliani e da lui ritratto assieme alla compagna Berta in un celebre quadro
  • Jānis Roze – libraio e imprenditore di Riga, fece fortuna con almanacchi e calendari; la sua casa editrice è tuttora operativa; patriota lettone, morì di stenti in Siberia, vittima dell’URSS
  • Roman Kacev (aka Romain Gary) – scrittore francese di origine ebraica lituana (Litvak); aviatore pluri-decorato, eroe di guerra; diplomatico, uomo di mondo, ammiratore di De Gaulle; non riuscì mai a riconciliarsi completamente con il suo passato, a perdonarsi di essere un sopravvissuto
  • Gidon Kremer – lettone diventato violinista per compiacere il padre e il suo orgoglio ebraico, teso a riscattare il dramma della Shoah
  • Sergej Michajlovič Ėjzenštejn – influente regista sovietico, realizzò La corazzata Potëmkin e altre pellicole di propaganda sovietica; cadde poi in disgrazia perché inviso a Stalin; nato e cresciuto a Riga, in Lettonia, con un padre particolarmente ingombrante, Michail, architetto invaghito dello Jugendstil; il figlio si unì ai bolscevichi contro il padre zarista; il loro conflitto culminò quando si trovarono su fronti opposti durante l’assedio di Petrograd

Passioni, illusioni, tragedie, ambiguità, rivalse e nostalgie.
Tante lingue. Tanti nomi per le stesse città.
Storie che dicono molto sul nostro continente, oggi.

P.S.
Di altri lituani famosi ho scritto, qualche tempo fa, in un altro post: ‘VILP’ (Very Important Lithuanian People)

Nell’immagine, in alto:
Un estratto della copertina del libro nell’edizione che ho letto io. E’ una fotografia della via dell’università, a Vilnius, che ho percorso decine di volte quando abitavo lassù. Mi manca…

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