Storie · Turismo

Saune e terme in Lituania

Questione di saune

La Lituania non è in Scandinavia e i miei amici estoni lo sottolineavano ogni giorno.
Il motivo? Semplice: perché in sauna, a Vilnius, non si sta nudi.
Se a Helsinki il costume da bagno in sauna è considerato sconveniente, scortese, anti-igienico e persino snob, nella capitale lituana è, all’opposto, persino obbligatorio.
Comportamento da cattolici. Neanche in Russia è così” – commentavano con un sorriso beffardo.

In effetti, nonostante il gran freddo che fa d’inverno, i lituani non hanno la tradizione della sauna.
Non ce n’è molte, non la fanno spesso e non sanno come farla per massimizzarne beneficio.
Vi sono però due eccezioni:

  • Le feste di compleanno
  • I centri benessere e le terme

Alcolici compleanni

Tra amici (solo maschi, per quanto ho capito), è consuetudine organizzare feste residenziali, che durano cioè un intero week-end.
Di compleanno, della scuola, di lavoro, di paese o vicinato, di addio al celibato.
Fuori città, in località isolate, talvolta nel bosco, in casette equipaggiate e affittate per l’occasione.
Col freddo e col caldo.
E con Bacco che – ovviamente – la fa da padrone.
Ho avuto la fortuna e il piacere di partecipare a un paio di feste di questo tipo.
Sono sempre state molto divertenti e interessanti, anche perché, ad un certo punto della serata, si comincia a fare la sauna assieme, ‘alla svedese’. E’ obbligatorio.
Una volta, uno degli invitati ha persino portato dei rami di betulla, appositamente tagliati e surgelati, per scuoterci a vicenda e stimolare in tal modo sia il senso di amicizia, sia la circolazione capillare.
La cosa buona – secondo i miei amici lituani – è che se si seguono queste regole, si può continuare a lungo a mangiare e a bere, senza mal di testa o di pancia il giorno dopo.
Devo dire che con me ha funzionato.

Salutari terme

Il secondo contesto in cui i lituani amano fare la sauna – però vestiti, questa volta – è quello delle spa.
In Lituania sono tre le principali località termali: Druskininkai, Birštonas e Palanga.
Io ho visitato e provato le prime due, che sono anche le più tradizionali.
E’ stata una bella esperienza, anche perché sono abbastanza diverse tra di loro.

– Druskininkai
Druskininkai è una cittadina di 20.000 abitanti nel sud della Lituania, vicino ai confini con la Polonia e la Bielorussia. In città sono molti i turisti e gli interessi economici di quei Paesi; l’aria è internazionale e i menu dei ristoranti sono tradotti in almeno tre lingue (e due alfabeti).
Alle acque salate di Druskininkai accorrevano sia i nobili della Russia zarista, sia la nomenklatura dell’Unione Sovietica.
Numerosi i divertimenti, tra cui: un aquapark, un paio di musei e di belle chiese, una casa ‘sotto-sopra’ (col tetto al posto del primo piano e viceversa), una funivia panoramica e un moderno complesso al chiuso di sport invernali (munito pure di una discesa da sci e snowboard).
A Druskininkai è nato l’artista nazionale lituano Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, che è stato sia compositore, sia pittore, sia folklorista.

– Birštonas
Birštonas è molto più piccola (circa 2.000 abitanti) e non è lontana da Kaunas.
L’atmosfera è più di villaggio della salute, meno orientata allo svago.
Anch’essa vanta, in ogni caso, una lunga tradizione, visto che è citata per la prima volta nel 1382 in una cronaca dei Cavalieri Teutonici.
Il suo pubblico è lituano.

Sia Druskininkai che Birštonas sono fiorite e ben tenute; sono isolate e circondate da foreste, laghi, fiumi; accolgono festival e iniziative culturali, passeggiate e promenade, parchi e fontane (fotografatissime quelle che si illuminano e ‘danzano’ a ritmo di musica).
Ospitano sia hotel di lusso dotati di ogni comfort, sia grigi pachidermi dell’epoca URSS – tutti molto frequentati, in ogni stagione, grazie alla relativa facilità con cui – così mi hanno detto – il sistema sanitario pubblico lituano rimborsa le spese per le cure termali.

La commistione tra edifici, servizi e usanze del XIX, XX e XXI secolo è, secondo me, molto affascinante.
Io ho amato soprattutto i sanatori.
Ricordo il piacere di camminare, in ciabatte e vestaglia di ordinanza, lungo i lunghi corridoi di quegli enormi edifici di cemento armato, tra decine di altri pazienti di ogni età e condizione (chi a piedi, chi in carrozzina o carrozzella, con le stampelle, col gesso… ), tutti diretti al prossimo trattamento sanitario (fanghi, massaggi, jacuzzi, ginnastica di gruppo, manipolazioni e stiramenti… ).

(Nella foto in alto: la chiesa ortodossa blu, dedicata alla Madre di Dio e a tutti gli afflitti, a Druskininkai)

2 risposte a "Saune e terme in Lituania"

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