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Sfusi e soddisfatti

 

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Una cosa balza all’occhio nei supermercati lituani: ci sono molti più prodotti venduti sfusi rispetto che in Italia.

Non solo ortofrutta, legumi, noci, alcuni detersivi.
Ma anche caffè, caramelle, biscotti.
Biscotti, soprattutto – secchi e ripieni, piccoli e grandi, artigianali e industriali, nazionali e di importazione, di ogni gusto e colore.
Pare che i lituani traggano piena gratificazione nel comporre autonomamente il loro sacchettino con la razione per la colazione del mattino dopo.

Non è una specificità soltanto dei supermercati.
Anche nei bar lo zucchero, ad esempio, è spesso disponibile in recipienti collettivi.
E nelle farmacie – con mia grande sorpresa – ho potuto comprare un solo cerotto, o soltanto un certo numero di pillole: in questi casi la procedura non è self-service, ma è l’addetto che apre e richiude le confezioni, ne estrae la quantità richiesta e calcola il prezzo dovuto. 

A quanto pare, da questo punto di vista la Lituania è molto diversa dall’Italia, che è invece un Paese ossessionato dal packaging, innamorato dalle mono-porzioni accuratamente cellophanate e decise da altri.
Da noi il pre-confezionato è una passione; è un territorio inviolabile; è l’ordine sacro, perfettamente impilato, senza errore.  

Quand’ero in Lituania, mi sono chiesto se l’opzione lituana fosse compatibile con i fantomatici Regolamenti europei – spesso evocati per legittimare decisioni locali altrimenti prive di senso.
Conoscendo un po’ la loro scrupolosità, direi che nulla osta. … Ma chissà.

Mi sono anche chiesto – da tipico neo-bolognese – se lo stile lituano fosse… igienico.  Ecco, non lo so. Non mi sono mai fidato fino in fondo. D’altra parte, gli autoctoni non usano il guanto di plastica quando scelgono la frutta.
Di certo, nei negozi le aree dedicate ai biscotti erano sempre molto pulite e scintillanti, con molti contenitori di design.
Non ho però potuto fare a meno di scrutare se, sotto tre strati di wafer, qualcuno avesse nascosto una siringa usata, o un chewing-gum pre-masticato. A dirla tutta, non ne ho mai trovati. … Ma non si sa mai. 

Non so fino a che punto, in Lituania, lo ‘sfuso’ sia sinonimo di ‘ecologico‘ – ‘La plastica che inquina e quindi va evitata’.

Secondo un paio di amici, lo sfuso è, invece, soprattutto, un effetto di lungo termine della società sovietica, con i relativi problemi di approvvigionamento. 
Le famiglie erano costrette ad organizzarsi per andare ogni giorno in negozio per vedere se era possibile comprare qualcosa di nuovo, di gradito. La spesa era giornaliera, come in Italia una generazione fa.  

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