Vita di ogni giorno

Vilnius glaciale

ICE

La mia nostalgia per Vilnius è impennata da quando a Bologna si sono insediati gli usuali 38° C estivi.

A dire il vero, anche lassù quest’anno sembra faccia particolarmente caldo: picchi di 30° C, e con un elevato tasso di umidità.
Preferisco pertanto ricordare tre mirabili scene, autenticamente gelide, dello scorso inverno – che, secondo tutti i miei amici locali, non è comunque stato particolarmente rigido:

  • In città il giorno più freddo è stato il 26 febbraio 2018, con -22° C
  • Abbiamo dovuto attendere fino a fino febbraio per avere una settimana intera sotto i -10° C

All’inizio fluttuano le ‘foglie di loto’

I laghi ghiacciano molto più facilmente dei fiumi, a causa della corrente dell’acqua.
Noi espatriati del Sud abbiamo cominciato a fotografarli già a dicembre 2017, davanti agli occhi divertiti dei nostri amici lituani.
Gli specchi d’acqua ferma congelano prima e scongelano dopo. Sono sufficienti pochi gradi sotto-zero per diventare solidi.
Mi è mancata l’esperienza della pesca con foro sul ghiaccio in mezzo al lago. Dicono che sia particolarmente benefica per la salute mentale (del pescatore). Un po’ non mi fidavo; un po’ non mi sembrava un’attività particolarmente entusiasmante. Proverò la prossima volta, magari in notturna.

Il fiume Neris ha avuto bisogno di tempi più lunghi per diventare una lastra di ghiaccio. C’è voluta una serie di giornate particolarmente fredde. E’ successo un paio di mesi dopo rispetto ai laghi.
Nel caso dei fiumi, il processo di congelamento è piuttosto lungo e appare particolarmente esotico a noi espatriati dal Sud:

  • Tutto inizia con delle piccole superfici circolari di ghiaccio, a forma di foglia di loto, talvolta formate attorno a dei rami o delle alghe, che navigano sul fiume. I loro bordi sono più bianchi dell’interno. Non ho capito quanto siano spesse
  • Se continua a fare molto freddo, le ‘foglie di loto’ diventano sempre più grandi, anche fondendosi tra di loro
  • Le ‘foglie di loto’ si accumulano dove la corrente è più lenta, sulle sponde, sulle anse, dove ci sono degli ostacoli. Cominciano così ad incastrarsi tra di loro. Col tempo ricoprono, se le temperature lo consentono, tutta la superficie. Che solo a quel punto ghiaccia nella sua interezza, saldando le diverse parti

E’ uno spettacolo particolarmente bello, che affascina anche [qualche] autoctono.
Il rumore, poi, che fa il disgelo, cone il ritorno allo stato delle ‘foglie di loto’ fluttuanti, è un’altra esperienza indimenticabile.

Equilibristi e temerari

E’ vero, quello 2017-18 non è stato un inverno siberiano in Lituania.
‘Non nevica più come un tempo’, raccontano in molti.
Non c’è stata tuttavia un’eterna primavera, visto che il primo giorno in cui il termometro ha toccato lo 0° C è stato il 9 ottobre 2017 e l’ultima il 28 aprile 2018. 200 giorni; 29 settimane; 6 mesi e mezzo.

Il ghiaccio, di conseguenza, è stato una presenza costante. Sulle strade, sui marciapiedi, sulle numerose scalinate all’aperto di cui è ricca Vilnius.
La sabbietta salata è stata di molto aiuto, ma non ha quasi mai sciolto le lastre di ghiaccio. Che, in molte situazioni, hanno invece continuano ad ispessirsi per tutto questo periodo.
Per i pedoni, particolarmente ‘avvincenti’ erano le zone dove congelava, appena arrivata tramite la grondaia, l’acqua dello scioglimento della neve sui tetti.

Ricordo l’abilità che abbiamo di fatto sviluppato per continuare a camminare in quelle condizioni. Una serie di piccoli trucchi ed accorgimenti (ad esempio i ramponi, che non sono tuttavia molto frequenti). E l’occhio clinico per individuare velocemente il tratto meno sdrucciolevole (ad esempio, quello con la neve più fresca e quindi meno ghiacciata).
D’altra parte, i vilniusiani di ogni età hanno continuato ad andare a piedi, anche con le borse della spesa, ed a salire e scendere le colline.

Ricordo anche le mamme che portavano i bambini piccoli, imbottiti nelle loro tute da sci, a giocare al parco nelle giornate di sole. Anche se la temperatura era comunque sotto-zero.
Lo stesso facevano le scuole primarie e gli asili.

Il battesimo nell’acqua gelata

Un altro rito che ho mancato ma che mi riprometto – muscolo cardiaco permettendo – di celebrare la prossima volta è quello del battesimo.
E’ una festività ortodossa.
Al fine di ricordare il Battesimo di Gesù, la notte del 17 ed il giorno del 18 gennaio i fedeli si ritrovano sui laghi ghiacchiati, dove, dopo un’apposita benedizione, entrano nell’acqua polare. In costume da bagno.
Per l’occasione, la superficie ghiacchiata viene appositamente segata e vengono create delle vasche, talvolta a forma di croce.
C’è la versione ‘camminiamo nell’acqua’ e la versione ‘tuffiamoci nell’acqua’.

Succede in Russia e succede anche alla periferia di Vilnius.
C’è chi lo fa per motivi religiosi, chi per una questione etnica (profondamente russa), chi per mettere alla prova il proprio coraggio.
E’, in ogni caso, un evento popolare, partecipato da persone di diverso tipo, genere ed età.

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