Mangia e bevi · Storie

Il Kibinas e i Karaiti (dire fare visitare in Lituania #14)

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Il Kibinas

In Lituania il Kibinas (plurale: Kibinai) è il corrispettivo della pizza al taglio per l’Italia.

E’ molto economico ed amato e può contare su una distribuzione capillare, anche grazie ad un paio di franchising specializzati – anche su furgoncino ambulante.
Lo si mangia per strada o seduti in una caffetteria o ristorantino – da solo o con una tazza di brodo di verdure; c’è anche chi se lo prepara in casa.
I supermercati, del resto, ne propongono un’ampia selezione, tra i prodotti surgelati.

Il Kibinas ha la forma di un fagottino. Ho letto che è fatto di pasta sfoglia, ma non ‘ci metterei la mano sul fuoco’.
E’ salato e cotto al forno e, nella sua ricetta originale, è ripieno di carne tritata di montone, spezie e cipolla.
Va detto che, al giorno d’oggi, la varietà è molto ampia e sono utilizzati tutti i tipi di carne e verdura – Io, ad esempio, amo quello ai funghi.
Alcune versioni sono più digeribili di altre; in ogni caso, ha un’ottima ‘capacità riempitiva’.

E’ lo spuntino preferito di metà-mattina o pomeriggio dei lituani, che, a quanto pare, non amano molto il dolce in queste occasioni.
Può anche rappresentare un pasto vero e proprio.

Il Kibinas è molto popolare in Lituania, ma le sue origini sono in Crimea (dove viene chiamato “Kybys”).
E’ arrivato a queste latitudini, circa 600 anni fa, con i Karaiti (anche detti Caraimi, Karaimi, Caraiti).
Il Kibinas è un piatto tradizionale dei Karaiti. Tutti i miei amici lituani concordano sul fatto che i migliori Kibinai si mangiano nei ristoranti gestiti dai Karaiti nella bella città di Trakai (30 km da Vilnius).

I Karaiti

I Karaiti sono un popolo di ceppo e lingua turchi, affine ai Tatari, originario della Crimea e aderente ad una forma minoritaria di ebraismo.
Oggi, in tutto il mondo, la comunità più rilevante, benché ridotta a poche centinaia di persone, risiede a Trakai, in Lituania. I Crimea sono invece stati assimilati dai Tatari e, più in generale, dagli Slavi.

Nel 1392 il Granduca Vytautas del Granducato di Lituania, alla ricerca di soldati scelti per il proprio esercito, invitò i Karaiti a trasferirsi a Trakai.
Arrivarono 400 famiglie, con le loro tradizioni, cucina, lingua, cultura e religione.
Con il tempo, la comunità ha perso la sua funzione militare e si è stabilita definitivamente sul territorio.

La loro storia in Lituania è complessa ed a tratti dolorosa.
Non erano ben visti né dalla maggioranza cristiana, né dallo Zar con le sue politiche di slavizzazione, né dagli ebrei ortodossi.
La specificità dei Karaiti – essere, cioè, etnicamente e linguisticamente turchi ma religiosamente afferenti al giudaismo – li mise però al riparo dallo Shoah. Il riconoscimento della non ebraicità etnica, decisa durante l’Impero Russo, venne infatti fatta propria, durante la Seconda Guerra Mondiale, dagli occupanti tedeschi.

Oggi, in Lituania, i Karaiti sono tutelati come minoranza etnica, religiosa e linguistica.
A Trakai sono poche centinaia le persone Karaite, che vivono in caratteristiche case colorate di legno – ancora tutte rigorosamente con tre finestre sulla facciata: “Una per Dio, una per la famiglia, una per il granduca Vytautas”.

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