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Diavoli, forti, graffiti e funicolari: La mia Kaunas (dire fare visitare in Lituania #12)

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Kaunas è la più lituana delle città della Lituania.
Ha vari aspetti in comune con Vilnius; numerose anche le differenze.
Il confronto e la competizione tra le due ‘capitali‘ sono uno degli hobby preferiti del Paese.

Ci sono molte cose da visitare a Kaunas, anche grazie ad un progetto di marketing territoriale ben sviluppato (meglio che a Vilnius?).
Mi piace lo slogan coniato per la città: It’s #kaunastic.

Questa è la lista delle attrazioni che io preferisco.
In ordine sparso.

  • Il museo dedicato all’artista Čiurlionis

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis è considerato, dai lituani, il principale artista [moderno] della Lituania.
Fu effettivamente un genio, visto che eccelse nelle arti della pittura e della musica.
Nacque nel 1875 nel sud del Paese e morì prematuramente, all’età di 35 anni, nel 1911. Non riuscì a vedere la nascita della Repubblica di Lituania.
La sua attività artistica durò poco più di un decennio. Nonostante il poco tempo a disposizione, compose più di 400 opere musicali e realizzò oltre 300 dipinti, al crocevia tra al romanticismo, simbolismo e Art Nouveau.
Fu un enfant prodige: all’età di tre anni, ad esempio, sapeva riprodurre ad orecchio, senza spartito, la musica appena ascoltata.
Un aspetto interessante della sua vita è che, al pari degli altri notabili del suo tempo, iniziò a lavorare in polacco. Soltanto ad un certo punto, già da adulto, abbracciò il lituano e si propose di fondare, legittimandola, un’arte pienamente nazionale lituana. Raccolse, a questo scopo, molte opere del folklore locale, che lo ispirarono in profondità.
Era un sinesteta e i suoi capolavori, infatti, mettono in comunicazione i sensi – soprattutto la vista e l’udito. Per questo motivo, i suoi quadri sono spesso intitolati come le composizioni musicali.
A Kaunas c’è un nuovo museo, bello e interessante, a lui dedicato. Si possono sia ammirare sia ascoltare molte delle sue creazioni.

  • Le funicolari

Kaunas ha due funicolari. E’ l’unica città del Baltico ad avere questo tipo di trasporto.
Non sono lunghe (durano poco più di un minuto), ma sono tradizionali e originali (una è del 1931, l’altra del 1935).
Funzionano tuttora. Ed è sufficiente il normale biglietto del bus (se ho ben capito).
Portano alle cime di due colline, dalle quali si può godere di un bel panorama della città.

  • Il centro storico, il viale della Libertà, gli edifici modernisti ed altre gemme

Il centro di storico di Kaunas è molto bello. Gotico e Rinascimentale. Ricco, affascinante e in parte decadente – come molti centri storici di quest’area dell’Europa. E’ evidente che Kaunas funzionò come capitale tra le due Guerre Mondiali: c’è infatti una certa aria di monumentalità, di solennità nelle sue urbanistica e architettura. Fu un periodo prospero e fiducioso, che culminò con la seconda vittoria, questa volta in casa, proprio a Kaunas, della squadra di basket maschile lituana ai campionati europei.
Del centro storico di Kaunas ricordo con particolare piacere alcune peculiarità.
– La Laisvės alėja (viale della Libertà), innanzitutto. E’ la più lunga via pedonale dell’Europa dell’Est – 1.6 km (altre fonti dicono 1.7). Centralissima, ornata di tigli, dritta, con ad una delle due estremità la bianca chiesa ortodossa neo-bizantina dedicata a San Michele Arcangelo. Accanto a questa chiesa, c’è una bella e grande statua di un uomo nudo (pare che i goliardi locali amino travestirlo in occasione di eventi speciali, così come fanno i belgi con il Manneken Pis di Bruxelles). La Laisvės alėja è un’importante arteria storica, artistica e commerciale della città. E’ molto frequentata. E’ bello passeggiarvi soprattutto al tramonto.
– Circa a metà della Laisvės alėja c’è il memoriale a Roman Kalanta, lo studente che si diede fuoco pubblicamente, a 19 anni, il 14 maggio 1972, per protestare contro il sistema sovietico in Lituania.
– La Laisvės alėja ospita un gioiello dell’epoca sovietica: Spurginė. E’ una caffetteria con cucina. Famose le sue brioche dolci e salate. Tutte fritte. C’è un lavandino per lavarsi le mani (l’ho molto apprezzato). E’ un posto molto popolare e frequentato, con i prezzi espressi in centesimi di euro. Il caffè lungo con zucchero costa 85 centesimi, il caffé lungo senza zucchero 83. L’arredamento, i colori, i poster e il personale sono gli stessi di 40 anni fa – dicono i miei amici. Bellissimo. Capigliature con riflessi violetti o ciclamino. Calze con oltre il 40 di den.
– Lungo la Laisvės alėja ci sono molti degli edifici modernisti, pubblici e privati, di Kaunas. Non sono sempre in ottime condizioni, purtroppo. Contraddistingono il panorama di Kaunas ‘capitale temporanea’. Kaunas, probabilmente, è la città al mondo con il maggior numero di costruzioni funzionaliste in stile Bauhaus tuttora utilizzate.

  • Il vecchio palazzo presidenziale

Era l’abitazione (primo piano) e la sede ufficiale (secondo piano) del Presidente della Repubblica di Lituania, quando Kaunas era la capitale dello Stato (1919-1939).
E’ visitabile e contiene un interessante museo sugli eventi di quegli anni, anche con foto e video. Ne ho apprezzato il punto di vista non partigiano.

  • Il Forte IX

Kaunas fece parte, per molto tempo, dell’Impero Russo.
Durante la guerra franco-russo del 1812, Kaunas fu la prima città russa occupata dalle truppe di Napoleone. Che la misero a ferro e fuoco sia durante la marcia verso il Cremlino, sia durante la ritirata.
Alla fine del 19esimo secondo, Mosca costruì in città una serie di fortificazioni per la difesa della città. Non tutte vennero completate, perché poi scoppiò la Prima Guerra Mondiale.
Il Forte IX è il più tristemente famoso. Tragiche le vicende che vi sono avvenute nel corso della prima metà del 20esimo secolo. Durante la Repubblica di Lituania, è stato una prigione, anche con sentenze capitali. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli occupanti Nazisti (1941-1944) vi allestirono un campo di sterminio soprattutto di ebrei; vissero nelle sue celle, in ogni caso, anche vari oppositori politici e soldati sovietici. 50.000 persone vennero uccise in questo luogo, di cui 30.000 ebrei (altre fonti parlano di 40.000).
Il Forte IX è visitabile e contiene un museo. Venne aperto durante l’Unione Sovietica (1959). A quel tempo trattava solo degli orrori nazisti. Appena dopo l’indipendenza, è stata aggiunta una ricca sezione sui crimini commessi dai Soviet contro il popolo lituano, sia durante la prima occupazione (1940-1941), che durante la seconda (1945-1991). Ora il titolo dell’esposizione è al plurale (“Le Occupazioni della Lituania”).
E’ giusto ricordare, come fanno notare alcuni storici, che, in Lituania, il massacro contro gli ebrei iniziò a Kaunas nel giugno 1941, ad opera dei collaborazionisti locali e delle forze paramilitari lituane, qualche giorno prima prima dell’arrivo dei tedeschi.
Il Forte IX è un posto gelido. Che lascia atterriti. Mi ha molto colpito.

  • Il monumento al contrabbandiere di libri

Dopo i moti indipendentisti del gennaio 1863, soffocati duramente, l’Impero Russo bandì le pubblicazioni in lituano in alfabeto latino. Il divieto rimase in vigore fino al 1904, cioè per quasi 30 anni.
Si sviluppò un mercato nero di libri e Kaunas, che a quel tempo si trovava vicino al confine meridionale, non lontano dalla Prussia, ne fu una delle capitali. All’eroismo dei contrabbandieri, che, portando in Lituania i volumi stampati in Prussia, salvarono il Paese dalla russificazione imposta da Mosca, è dedicato un monumento in città, nella piazza davanti al Museo della Guerra.
Non lontano da lì c’è anche la statua al seminatore di stelle.

  • Il castello della città

E’ in un parco verde, vicino alla congiunzione dei due fiumi della città (Nemunas e Neris), accanto al centro storico.
Mi aspettavo un castello vero e proprio, a dire il vero, ma ho trovato soltanto una torre (bella) con un pezzo di muro – entrambi ampiamente ristrutturati.
Il fatto è che poco rimane del castello del 14esimo secolo, costruito in pietra e con una doppia fila di mura, per difendere la Lituania dalle furiose incursioni dei Cavalieri Teutonici. E’ del 1361 la prima traccia scritta che lo riguarda.
Il castell venne distrutto durante un assedio nel 1362; successivamente solo parzialmente ricostruito; quindi relativamente abbandonato a causa del trasferimento verso la piazza del mercato del fulcro del potere di Kaunas, divenuta nel frattempo Città Hanseatica.
Il castello è testimone di un periodo particolarmente tumultuoso della storia di quest’area dell’Europa, con più di 100 incursioni da parte dei Cavalieri Teutonici, e 42 contrattacchi da parte dei lituani, tra il 1345 e il 1377.

  • Il museo del diavolo

Dicono che sia l’unico museo al mondo di questo tipo.
La collezione esposta a Kaunas, iniziata dal professor Antanas Žmuidzinavičius (1876-1966), raccoglie più di 3.000 pezzi – dalla Lituania e da tutto il mondo.
E’ ospitata in un bel palazzo, all’interno di tre grandi saloni.
L’ho trovata interessante per il suo valore artistico, culturale, antropologico. Sono numerose le storie tradizionali locali che racconta. E alcuni diavolacci sono proprio affascinanti.
Il museo tratta, tra le altre cose, del rapporto tra il diavolo e gli esseri umani, gli animali, la donna, il denaro, gli elementi della natura, le pietre, gli alberi e le piante, le streghe, i mulini a vento, la musica. E ovviamente la vodka. Non sapevo che la leggenda racconta come sia stato il diavolo ad inventarla per primo. Dall’urina delle capre. Dio diede all’uomo il permesso di bere soltanto due bicchieri di vodka: uno per onorarlo e l’altro per divertirsi un po’; il terzo bicchiere è invece dedicato al diavolo, e infatti bisogna starne alla larga.
E’ un museo universale per i contenuti che tratta.
Tuttavia, il museo sembra in parte abbandonato. Che peccato. Potrebbe e dovrebbe essere maggiormente valorizzato. Ha un grande potenziale inespresso, secondo me.

  • La chiesa bianca sopra la collina

Lo skyline di Kaunas è contraddistinto da una grande chiesa bianca, moderna, sopra una collina. Con un alto campanile (70 metri).
Si tratta della Chiesa monumentale dedicata alla resurrezione di Cristo.
A me non è granché piaciuta, francamente. Preferisco gli edifici meno ‘industriali’, più raccolti. Dalla sua terrazza, in ogni caso, la vista sulla terrazza è magnifica. Inoltre, la sua storia, come molte storie di questo Paese, è drammatica ed avvincente.
Venne ideata nel 1922, quale tributo a Dio per la ritrovata libertà e indipendenza della Lituania. Il progetto venne affidato ad un architetto lettone. Iniziò la raccolta dei fondi e nel 1932, finalmente, venne posata la prima pietra. Ma nel 1940, con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, tutto si fermò, a lavori non ultimati. Durante l’Unione Sovietica, l’edificio venne utilizzato per scopi produttivi. Soltanto nel 2004, 70 anni dopo ed in un contesto geo-politico completamente diverso, la chiesa è stata finalmente consacrata.

  • La street art

Kaunas accoglie una serie di opere di pregio in fatto di street art.
La mia preferita è il nonno con la pipa, vicino al castello. Si intitola “Vecchio uomo saggio” e copre l’intera facciata di un edificio (440 m2). E’ stato realizzato nel 2013 dal duo Gyva Grafika.

(Nella foto: Il graffiti “Vecchio uomo saggio”)

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