Mangia e bevi · Turismo · Vita di ogni giorno

Il piatto del giorno (cose che mai più senza #9)

Buffet_New.jpg

Succede ovunque, anche a Vilnius: la maggior parte dei lavoratori pranza fuori casa.

La pausa di metà giornata è però anticipata rispetto all’Italia: il mezzogiorno lituano, infatti, inizia alle 11 e si conclude verso le 13:30.
Non sorprende, quindi, che per i mediterranei sia un’arditissima impresa riuscire a mangiare assieme agli autoctoni.

In centro-città sono pochi i datori di lavoro che garantiscono al proprio personale la mensa interna.
Quasi tutti si devono, invece, organizzare in autonomia. C’è chi si porta il cibo pronto da casa; chi si mette ai fornelli nelle cucine disponibili negli ambienti di lavoro (molto frequenti); chi, infine, esce dall’ufficio e va mangiare fuori.

Spende solitamente poco chi, nei giorni feriali, va per pranzo nei locali e sceglie di mangiare il piatto del giorno (dienos pietūs). Dai 3 ai 5 euro. Il mio record è 2 euro e 40 centesimi.
L’offerta è piuttosto ricca e variegata. Numerosi sono i ristoranti, ristori, bar e pub, gastronomie che competono su questo mercato; anche alcune mense interne, ad esempio scolastiche o universitarie, offrono il proprio servizio anche agli esterni, talvolta in orari differenziati. Al corso di lituano, il mio primo obiettivo è stato quello di comprendere, a grandi linee, il loro menu.

Mangiarvi è un’esperienza interessante, autenticamente lituana, che consiglio anche ai turisti (fatevi però consigliare su quando e dove andare, visto che non sempre questi locali sono facile da trovare).

Qualche locale offre il piatto unico (carne o formaggio più contorno di verdure); altri la zuppa (di verdure, in tazza) e, a seguire, un piccolo secondo. L’acqua e il pane sono solitamente compresi nel prezzo.
In questi mesi ho avuto il piacere di provare anche piatti più elaborati, inusuali, sempre a prezzi calmierati, come ad esempio:

  • La pastasciutta condita (makaronai) come secondo, cioè dopo la zuppa
  • La pastasciutta in bianco come contorno
  • Il grano saraceno abbinato a cento piatti diversi, sempre delizioso
  • Le guancia e le orecchie di maiale, stracotte, in salsa
  • La cheescake con la marmellata di prugne come secondo, cioè – come sopra – dopo la zuppa
  • Le carote ‘alla coreana’, cioè caricate d’aglio
  • L’insalata di cavolo cappuccio, carote e semi di cumino (se ho ben capito), che amo
  • Il pollo ‘all’italiana’, cioè… non ho capito bene con cosa, ma c’era del verde, del bianco e del rosso
  • La mayonese, il ketchup e varie loro combinazioni ad arricchire ogni pietanza (cheescake esclusa)
  • Almeno dieci tipi diversi di salsicce, metà delle quali variamente affumicate

Alcuni di questi locali sono aperti solo a pranzo; altri (la maggior parte), all’opposto, lavorano anche la sera, con più personale e più offerta di piatti, con prezzi più ordinari.

Ne ho provati un paio adibiti nei seminterrati di altrettanti palazzi; con la bella stagione, alcuni offrono anche la possibilità di sedersi all’aperto, nelle corti interne.
In ogni caso, di solito non ci si ferma a lungo a chiacchierare a pranzo, visto che bisogna tornare in ufficio.
Ciononostante, sono piuttosto comodi e sono frequentati da lavoratori di ogni ceto.
Alcuni (i miei preferiti) hanno lo stesso arredamento e lo stesso personale dai tempi dell’Unione Sovietica – almeno così mi raccontano i miei amici.
Anche in quelli meno ‘contemporanei’, è comunque sempre possibile pagare con il bancomat.

* * *

Altre cose che mai più senza:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...