Storie

Buon 100esimo compleanno, Lituania!

100

Oggi si festeggia il compleanno dello Stato della Lituania.
1918-2018: 100 anni! Auguri!

Un secolo di vita non è molto, a pensarci bene.
In realtà, la storia è più lunga e complessa.
Perché, ad esempio, la Lituania era già esistita prima del 1918, sebbene in forme diverse. E i 100 anni non sono ininterrotti.
In altre parole, le vicende sono articolate, appassionate, anche drammatiche.

  • Di cos’è esattamente l’anniversario oggi?

Dell’apposizione ufficiale di 20 firme.
Il 16 febbraio 1918, a Vilnius, i 20 componenti del Consiglio della Lituania, in rappresentanza della Conferenza di Vilnius, istituita dalla Germania che aveva occupato i territori occidentali dell’Impero Russo (tra cui la Lituania) poco prima della Rivoluzione di Ottobre, sottoscrissero una solenne dichiarazione: l’Atto di Ripristino dell’Indipendenza della Lituania.
Per molti anni, questo Atto, redatto in lituano, sembrava andato perso.
Solo nel 2017, Liudas Mazylis, professore di scienze politiche dell’università Vytautas Magnus di Kaunas, dopo otto mesi di ricerche auto-finanziate, ne ha trovato una copia originale a Berlino, conservata presso un archivio diplomatico. In questi giorni è esposta a Vilnius.

  • Chi erano le 20 persone che posero il proprio nome su quell’Atto?

Ecco il loro identikit:
– Tutti maschi.
– Di diversa appartenenza politica, professionale, sociale: avvocati (ben 8), religiosi (4 preti), economisti, agronomi, ingegneri, medici, editori, storici, uomini della finanza.
– 4 di nobili famiglie, gli altri 16 figli di contadini.
– Con un’età compresa dai 25 ai 67 anni.
– La maggioranza laureata all’estero, soprattutto in Russia, visto che in Lituania, dopo a repressione dei moti indipendentisti del 1863, tutte le università erano state chiuse dallo Zar. Un solo sottoscrittore non terminò mai i propri studi di terzo livello.
– 19 sottoscrittori cattolici, uno protestante. Spicca l’assenza di ebrei, che all’epoca erano una minoranza importante nel Paese. Assenti anche gli ortodossi (russi). Assente, per quanto posso capire, anche la minoranza polacca.
– 6 non appartenenti, al momento della sottoscrizione, ad alcuna organizzazione politica; gli altri 14 sì.
La maggioranza continuò ad esercitare un ruolo pubblico attivo, nei campi della politica o della cultura, nella Lituania dei decenni seguenti.
Quando la Lituania, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne di nuovo occupata, questa volta dall’Unione Sovietica, 6 dei sottoscrittori ancora viventi vennero imprigionati, esiliati e/o uccisi da Stalin e altri 6 emigrarono in Occidente.

  • Che effetti provocò quell’Atto?

Nulla di concreto, nell’immediato.
L’indipendenza venne infatti messa in pratica soltanto alla fine del 1918, qualche mese più tardi quindi, quando la Germania perse la Prima Guerra Mondiale e le sue truppe si ritirarono da Vilnius.
Iniziò così, nel 1918, la storia della Repubblica di Lituania, ma senza Vilnius – passata nel frattempo alla Polonia. La sua capitale temporanea fu Kaunas.
Le prime elezioni, libere, segrete e a suffragio universale, si tennero nel 1920.
Questa esperienza durò 22 anni.
Poi, il 5 ottobre 1940, il Paese venne invaso dai Soviet.

  • Perché “Ripristino” dell’indipendenza lituana?

Perché una ‘forma di Stato’ della Lituania era già esistita nel passato, fin dal 13esimo secolo con il Granducato di Lituania. Inoltre, nel 1385, la Lituania e la Polonia costituirono la Confederazione, che venne infine smembrata nel 1772, quando la Lituania venne annessa all’Impero Russo.
Quell’Atto, quindi, volle unire passato e presente, affermare che la Lituania indipendente del 1918 era connessa a quella del Granducato e della Federazione, e, allo stesso tempo, dare avvio all’istituzione di una forma moderna di Stato.
Anche gli estensori della dichiarazione di indipendenza dall’Unione Sovietica, dell’11 marzo 1990, hanno fatto la stessa scelta. Tale documento si intitola, infatti, Atto di ripristino dello Stato della Lituania. Questo documento enfatizza la propria continuità legale con quello 1918, che – così recita – nel 1940 “venne abolito da potenze straniere” e che, ciononostante, “non ha mai perso la propria efficacia legale” e quindi tuttora costituisce “il fondamento costituzionale dello Stato della Lituania”.
Il tema della radici nazionali, nonché quello della difesa della propria autonomia da Mosca, sono da sempre assolute priorità per il popolo lituano.

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