Storie · Turismo

Marijampolė (dire fare visitare in Lituania #8)

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Marijampolė (ma-rii-ampo-lé) è una cittadina di quasi 50.000 abitanti nel sud della Lituania, ai confini con la Polonia e l’exclave russa di Kaliningrad.
E’ industriale, tranquilla e benestante.

Dista circa 140 km da Vilnius ed è [abbastanza] facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.
Col treno si cambia a Kaunas e la tratta finale è di sola terza classe. (Non ho capito perché, visto che in realtà si tratta di un treno come gli altri, ma più piccolo e senza wifi libero.)

Ho trascorso a Marijampolė un weekend di metà gennaio – gelida e sepolta sotto una spessa coltre di neve. Mi è piaciuta.
I miei amici, sia italiani che vilniusiani, hanno molto ironizzato al riguardo – ‘Che vai a fare in quel deserto?’

Certamente, Marijampolė non è una meta turistica di primo piano.
Non ha molto da offrire al turista che ricerca l’eccezionale, l’unico, il monumentale.
La domenica è purtroppo chiusa la maggior parte dei suoi piccoli e numerosi musei; le brochure non sono sempre stampate nelle lingue occidentali e l’inglese è meno diffuso che a Vilnius. (E’ stata un’impresa, in stazione, cambiare l’orario dei biglietti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.)

Per essere apprezzata, Marijampolė va vissuta, per quanto possibile, ‘dall’interno’. Meglio se con l’aiuto di una guida locale.
Consiglio di studiare un po’ prima di arrivare in città; di conoscerne le vicende del passato; eventualmente anche di prendere contatto con le realtà che interessano maggiormente al fine di [tentare di] trovare un traduttore.
Inoltre, è necessario andare oltre alla sua prima apparenza. Agli occhi di un occidentale, infatti, essa pare come una città sparsa, moderna e vintage allo stesso tempo, priva di un centro storico vero e proprio, con una grande piazza vuota in mezzo e vari grandi edifici di grigio cemento armato in mezzo alle piccole abitazioni. Una città ‘sovietica’, in altre parole, quindi identica a mille altre città di quegli anni e di quel regime.

Tuttavia, Marijampolė vale la pena di essere visitata, secondo me, per 6 motivi.

Vilnius (e Kaunas) sono molto interessanti, ma non rendono conto di tutto il Paese.
Per capire come i lituani vivono nella quotidianità, occorre andare anche nella ‘Lituania ‘minore’ – che talvolta sconta dei ritardi ed è forse meno strabiliante, ma, allo stesso tempo, è probabilmente più autenticamente ‘lituana’ delle grandi città.
Non ho visto tanti anziani come a Marijampolė; a Vilnius pare invece che si siano estinti.

  • Perché qui è nata la lingua lituana e si è rafforzato l’amor di patria 

Per la lingua lituana Marijampolė è l’equivalente di Firenze per la lingua italiana, seppur in un diverso periodo storico: se per l’Italia il riferimento è il 14° secolo, menttre per la Lituania è il 19°.
Sebbene al giorno d’oggi gli abitanti di Marijampolė siano presi in giro dagli altri lituani per le loro lunghe vocali strascicate, è in questa zona che il lituano è stato codificato per la prima volta, prendendo ispirazione dalla parlata locale.
Durante la Russia zarista, inoltre, Marijampolė è stato uno dei centri di distribuzione illegale in tutta la Lituania di riviste e libri in lingua lituana, che Mosca aveva bandito dopo l’insurrezione del 1831; il suo ruolo fu quindi decisivo nella tutela della lingua nazionale. Queste pubblicazioni erano inizialmente stampate in città, quando essa era  sotto il controllo prussiano, e più tardi contrabbandate dalla vicina Polonia.
Marijampolė, infine, è stato uno dei luoghi di incontro, in clandestinità, dei nazionalisti lituani, che sognavano l’indipendenza dall’Impero Russo. E’ qui che la prima Repubblica lituana, con capitale temporanea Kaunas, venne pensata.

  • Perché è rinata dalla proprie macerie tante volte, come una fenice

Almeno 4, per l’esattezza:
1) Nel 13° secolo, Marijampolė fu terra di violente scorribande da parte dei Cavalieri Teutonici. Secondo le cronache di allora, la regione era desolata e deserta perché la sua popolazione era o scappata, o uccisa durante le incursioni, oppure fatta prigioniera e portata altrove.
2) Durante la Prima Guerra Mondiale, quando molti suoi concittadini o scapparono nella Russia interna, o vennero deportati in Germania, o andarono a vivere nei boschi per difendersi.
3) Nel settembre 1941, durante l’occupazione Nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale, quando 6.000 ebrei vennero trucidati dai tedeschi e dai loro collaborazionisti locali. La popolazione ebraica, fino ad allora maggioritaria in città, venne così annientata.
4) Durante la prima (1940) e la seconda occupazione Sovietica (1944-1990), che, specie negli anni di Stalin, significò due cose: in un primo momento, la guerra di liberazione ad opera dei partigiani; in seguito, le purghe. 6.000 abitanti di Marijampolė vennero così uccisi o deportati in Siberia.
Ogni volta, Marijampolė, è riuscita a risollevarsi, seppur con immane dolore, una comunità locale decimata e una popolazione sempre nuova. Non sorprende che abbia cambiato nome più volte: Marijampolis, Mariampol, Starapole, Pašešupiai, Marjampol, Mariyampol e, sotto Mosca, Kapsukas.
In conclusione, benché fondata di recente (dalla contessa Pranciška Ščiukaitė-Butlerienė all’inizio del 18° secolo), la città ha una storia intensamente tragica,

  • Perché offre un prezioso museo per capire cosa successe in Lituania durante i primi anni della seconda occupazione sovietica (1944-1953)

Si tratta del Museo del distretto di Tauras dei partigiani e degli esiliati (in Siberia) – una piccola realtà, probabilmente simile a varie altre in Lituania, ma con un Direttore – il sig. Sajauskas – particolarmente interessante e disponibile.
La storia, una volta ancora, è drammatica: su una popolazione di 3 milioni di lituani, furono circa 456.000 coloro che subirono il terrore dei Sovietici. Abusi, deportazioni, uccisioni.
Vanno poi aggiunti circa 20.000 partigiani uccisi dai soldati di Mosca (e dai loro collaboratori). Il Direttore ci ha raccontato che la Lituania e l’Ucraina furono gli unici Paesi dove [parte della] la popolazione locale si oppose con forza all’invasione Sovietica; la guerra venne però persa, vista la soverchiante forza dei russi.
La riflessione storiografica su quegli eventi, assolutamente vietata durante l’URSS (quando i partigiani erano considerati banditi), ha potuto svilupparsi solo con la Lituania indipendente. Molto lavoro è già stato realizzato, ma vari punti vanno ancora chiariti.
E’ emozionante sentire le storie di anziani lituani che, a più di 60 anni di distanza, rievocano pubblicamente per la prima volta quanto videro e vissero sulla propria pelle durante quei difficilissimi anni.

  • Perché, secondo alcuni, Marijampolė è uno dei Centri dell’Europa

Non dal punto prettamente geografico (quel punto è infatti vicino a Vilnius, secondo alcuni scienziati francesi), ma perché qui, già ai tempi dell’Unione Sovietica, c’era il più fiorente mercato delle automobili di seconda mano del Continente.
La domanda dell’Est incontrava l’offerta dell’Ovest; le persone si conoscevano e si passavano merci, informazioni e stili di vita.
La città fioriva di questo tipo di commercio e del suo indotto.
Tutti i miei amici lituani lo ricordano bene e abbinano subito Marijampolė a quel mercato.
Ora la situazione è radicalmente cambiata. Un mercato c’è ancora, ma più piccolo e con gli acquirenti che vengono da ancora più lontano: kazaki, ad esempio.

  • Perché ci sono altre cose e qualcosa di nuovo sta per succedere

A chi piace l’arte contemporanea, Marijampolė offre una serie di graffiti e piccole sculture urbane – tra cui quella dedicata alla barbabietola da zucchero, in tributo al fiorente locale zuccherificio (visitabile su prenotazione).
In fatto di graffiti, interessante è il progetto “Malonny”, che unisce artisti di Marijampolė, London e New York, e bella è l’opera di Ray Bartkusch, che si apprezza riflessa sulla sulla superficie del lago sottostante.
Nel 2018, infine, la città è la Capitale lituana della cultura. Ricco è il programma degli eventi che sono stati organizzati. Ci voglio tornare, magari con la bella stagione, per vederne almeno un paio.

(Nella foto: La piazza centrale della città, con l’hotel Mercure e la sommità del monumento, alto 19 metri, eretto per celebrare i 1.000 anni del nome ‘Lituania’)

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