Società · Vita di ogni giorno

In Vilnius vanitas

beuaty

Grožio salonas (“salone di bellezza) è una delle prime parole che ho imparato a Vilnius.

La città ne è invasa: a quanto pare, una attività commerciale su cinque è una parrucchieria, estetista, manicure o centro abbronzatura.
Sono ovunque, sono tra i negozi meglio arredati e più luminosi e sono praticamente sempre aperti.
Rispetto all’Italia, le offerte relative alle unghie, ai tatuaggi ed alla depilazione sembrano tuttavia meno sviluppate (forse complice anche il fatto, in riferimento alle cerette, che il lituano-medio non è affatto peloso).

I grožio salonas hanno per lo più insegne rivolte sia agli uomini che alle donne, senza distinzione.
E i clienti, di entrambi i generi, sono numerosi – specie tra le giovani generazioni.

E soprattutto per quanto riguarda i capelli.
In effetti, per strada, si notano, più spesso che in Italia, pettinature e tagli perfetti e – così mi riferiscono – alla moda.
Le estremità pilifere sono attenzionate, curate e amate, talvolta colorate (il verde va alla grande quest’anno), in ogni caso affidate a professionisti.
Le stempiature e la calvizie sono particolarmente rare (fortunati loro).
Inoltre, pochissimi sono gli uomini che scelgono di radersi i capelli.
Nemmeno le barbe ed i baffi sono particolarmente diffusi, sebbene si noti una crescente ed attiva comunità hipster con un paio di barberie specializzate.

Nel complesso, il risultato è piacevole: le vilniusiane e i vilniusiani sono gradevoli alla vista e rappresentano certamente un competitor di tutto rispetto per la conquista dell’anima gemella (e la trasmissione del patrimonio genetico).
Di più: sono solitamente alti e slanciati, con gli occhi chiari, spesso biondi, giovanili d’aspetto fino oltre i 40, dalla pelle candida e per lo più torniti.
Come mediterranei, siamo spacciati.

(Aggiornamento del 27 febbraio 2018: Un’amica mi ha fatto notare, e le do ragione, che le ragazze lituane portano spesso dei make-up particolarmente coprenti. Troppo pesanti, probabilmente, almeno per i miei gusti.)

2 risposte a "In Vilnius vanitas"

  1. “… giovanili d’aspetto fino oltre i 40”. Se confronto me stesso con i miei coetanei lituani (ultimi istanti dei trenta), mi sento come un loro nipote o un fratello più giovane di almeno 10 anni. Non so che lituani ti sia capitato di incontrare, ma già a ridosso dei 30 non sembrano più ragazzi (forse anche perché molti già sposati con prole) al contrario di noi italiani.

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    1. La mia esperienza è duplice: per un verso, fino ad una certa età (forse 40 anni sono troppi, diciamo 35) i lituani sembrano più giovani dei mediterranei; per l’altro verso, superata quella soglia, il ‘decadimento’ è più veloce, più evidente. Anche di me, che mi avvicino ai 50, pensano che sono più giovane dei miei connazionali autoctoni. Poi, ovviamente, ci sono lituani e lituani, così come italiani e italiani…

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